Per il benessere del nostro gatto è fondamentale scegliere una dieta sana ed equilibrata.

A prescindere dal tipo di alimento e dalla marca preferiti, è importante che la dieta sia adeguata alle esigenze dell’animale e non niente di meglio per capirlo se non leggere le etichette del cibo dei gatti.

L’apparato digerente del gatto

Il gatto è un carnivoro stretto, perciò la sua fonte principale di nutrimento è costituita dalle proteine. Ha uno stomaco con pH molto acido e poco dilatabile, per questa ragione il gatto deve consumare molti pasti al giorno, ma in piccole quantità.

Il suo intestino non contiene l’amilasi, ne consegue una ridotta capacità di assorbimento dell’amido.

Scelta della dieta

Per fare una scelta corretta bisogna innanzitutto considerare: l’età e lo stile di vita del gatto, se è intero oppure sterilizzato e, ovviamente, se sono presenti delle patologie.

La prima importante decisione da prendere è: optare per un prodotto confezionato oppure per la dieta casalinga.

Dieta casalinga

Preparare in casa il cibo per il nostro gatto da sicuramente dei vantaggi; primo fra tutti è essere sicuri di cosa stia mangiando. In certi casi la preparazione casalinga del pasto può essere la soluzione migliore, ad esempio per far fronte ad alcune patologie che necessitano di una dieta specifica.

Non ci si può però improvvisare, bisogna seguire le indicazioni di un nutrizionista che pianificherà in modo corretto l’alimentazione del gatto.

Spesso però, non è possibile preparare il cibo in casa per questioni di tempo o organizzazione. In questo caso, allora è meglio optare per un buon prodotto confezionato piuttosto che fare errori e rischiare di incorrere in carenze nutrizionali.

Dieta commerciale

I mangimi confezionati, se di buona qualità, sono un’ottima alternativa alla dieta casalinga.

La praticità di questo tipo di alimentazione è decisamente alta. Infatti, utilizzando un prodotto preparato appositamente per il gatto, possiamo essere certi di fornire il giusto apporto nutrizionale ad ogni pasto, dobbiamo solamente stare attenti a rispettare le quantità giuste.

Cosa c’è scritto sulle etichette del cibo per gatti?

In commercio si possono trovare ormai una varietà infinita di alimenti confezionati, di diverse marche e gusti. A volte, con una così ampia disponibilità, la scelta può risultare difficile. Per questo motivo è importante imparare a leggere le etichette del cibo per gatti, e più in generale dei prodotti, per avere piena consapevolezza di quello che si sta acquistando.

Specie

La prima informazione riportata in etichetta è la specie a cui è destinato il prodotto, nel nostro caso il gatto.

Tipologia di alimento

Subito dopo troviamo la tipologia di alimento, ovvero, se si tratta di un alimento secco o umido. Le due tipologie differiscono essenzialmente per il contenuto d’acqua: nel cibo secco la percentuale di acqua presente è intorno all’8%, mentre nel cibo umido può arrivare fino all’80%.

Il secco si distingue in due categorie: i croccantini estrusi e i pellet pressati a freddo. La differenza tra questi due prodotti è nel modo in cui vengono preparati. La miscela di ingredienti per i croccanti estrusi viene spinta all’interno di un estrusore che, tramite il calore e la pressione la compatta e la emette nella forma prestabilita. Per i pellet pressati a freddo invece, la miscela di ingredienti viene inserita in un corpo pellettizzante che la pressa ad una temperatura inferiore all’estrusore e le conferisce la classica forma a cilindretto; il pellettato viene poi fatto essiccare.

Anche per il cibo umido ci sono diverse varietà in commercio: possiamo trovarlo in lattina o busta, sotto forma di paté, mousse oppure vari tipi di bocconcini in salsa.

Categoria dell’alimento

Viene poi riportato in etichetta la categoria dell’alimento, che può essere: alimento completo cioè che soddisfa interamente il fabbisogno nutritivo dell’animale (in genere il cibo secco), alimento complementare ovvero che costituisce un’aggiunta all’alimentazione base (di solito il cibo umido, se non specificato diversamente in etichetta, e gli snacks) oppure alimento dietetico ossia finalizzato a esigenze nutrizionali specifiche (basato sulla patologia a cui è destinato).

Fascia d’età

Troviamo poi scritto sulla confezione la fascia d’età a cui è destinato il prodotto. Ciò è molto importante perché durante le varie fasi di vita del gatto le necessità nutrizionali non sono sempre uguali. Un gattino in crescita avrà bisogno di più sostanze nutritive di un gatto adulto o anziano.

Possiamo leggere quindi le seguenti diciture: Baby (da 1 a 4 mesi), Kitten (da 4 a 12 mesi), Adult (da 1 anno in poi) e Senior (dai 12 anni in poi). Ci possono essere delle variazioni a seconda della marca considerata.

Esigenze alimentari specifiche

Infine, il cibo per gatti può essere suddiviso secondo la finalità dell’utilizzo, ovvero stiamo parlando degli alimenti sopra definiti come dietetici. Esistono entrambe le tipologie, secco e umido, e sono formulati in base alle specifiche esigenze alimentari correlate a patologie o particolari condizioni di vita.

Per citarne alcuni: per gatti sterilizzati, per problemi di sovrappeso e obesità, per problemi epatici, per problemi renali, e così via.

Ingredienti

Gli ingredienti vengono scritti sotto forma di elenco in ordine decrescente in base alla quantità presente nel prodotto. Questa lista è molto importante perché permette di capire la qualità delle materie prime utilizzate.

Gli ingredienti possono essere riportati per categorie (cereali, carni e derivati, ecc.) o per materie prime (pollo, manzo, salmone, riso, mais, ecc.). Se descritti per categorie può essere specificata la percentuale di un singolo ingrediente (es. cereali di cui riso 20%).

 

Non confrontare alimenti con una descrizione diversa degli ingredienti.

 

 Categorie Materie prime
INGREDIENTI%INGREDIENTI%
Cereali60Pollo40
Carne e derivati30Mais20
Altro10Riso16
Orzo14
Altro10

 

 

Non confrontare alimenti con una descrizione diversa del grado di umidità degli ingredienti.

Possiamo trovare in elenco la dicitura: contiene carne fresca oppure farina di carne disidratata. Ovviamente i due ingredienti differiscono per la quantità di acqua presente in essi.

 

Non basare la scelta del prodotto unicamente sul contenuto proteico elevato.

Le farine di carni disidratate infatti contengono una percentuale proteica superiore alla carne fresca, ma i processi termici di lavorazione degradano le proteine rendendole meno assimilabili.

Di conseguenza, è sempre meglio scegliere un prodotto contenente carne fresca che assicura un buon livello qualitativo delle proteine.

Materie prime

Le materie prime presenti nel prodotto ne determinano la qualità, per tanto, assicuriamoci della reale presenza di queste ultime nel cibo che stiamo acquistando. Diffidiamo dei prodotti che hanno solamente il gusto di un ingrediente (in genere la fonte proteica principale, cioè carne o pesce), ma in realtà non contengono affatto quella materia prima.

Ovvero, possiamo trovare le seguenti diciture:

“al gusto di”….. o “aromatizzato al “….. = 0% materia prima

“aromatizzato con”….. o “con aggiunta di”….. = tra 0% e 4% materia prima

“con”….. o “contiene”….. = almeno 4% materia prima

“alto in”….. o “ricco in”….. = almeno 14% materia prima

“marca prodotto + nome materia prima” = almeno 26% materia prima

“tutto” nome materia prima o “solo” nome materia prima =99% materia prima

Componenti analitici

Oltre alla lista degli ingredienti presenti nel cibo, troviamo l’elenco degli elementi che compongono il prodotto, espressi in percentuale.

Proteine

Le proteine sono costituite da catene di amminoacidi. Possono essere di origine animale o vegetale e sono fondamentali per il corretto funzionamento di tutto l’organismo poiché svolgono innumerevoli funzioni: metaboliche, di sintesi, di trasporto molecolare e di risposta a stimoli. Le proteine di origine animale hanno un valore biologico più alto delle proteine vegetali, sono più digeribili e hanno una maggiore quantità di amminoacidi essenziali.

Grassi o Lipidi

I grassi possono essere riportati in etichetta anche con la dicitura oli e grassi; anch’essi possono essere di origine animale o vegetale e comprendono anche gli acidi grassi essenziali: Omega3 e Omega6. Rappresentano la fonte energetica fondamentale per il gatto e hanno anche funzione di trasporto delle vitamine liposolubili. Il contenuto di grassi non deve però mai superare quello delle proteine.

Fibre

Esistono due categorie di fibre: le fibre insolubili, che sono importanti per il corretto funzionamento del transito intestinale e quelle solubili, che hanno effetto prebiotico. In generale il cibo secco ne contiene di più rispetto al cibo umido.

Ceneri

Rappresenta la sostanza inorganica che rimane dopo l’incenerimento della sostanza organica. In poche parole, costituiscono i sali minerali contenuti nell’alimento, come: calcio, fosforo, magnesio, potassio, ferro, zinco, rame e molti altri. Questa percentuale varia a seconda della finalità di utilizzo dell’alimento, ad esempio il cibo destinato ai gatti sterilizzati contiene una bassa percentuale di sali minerali.

Altri componenti

Sono vari elementi aggiunti a seconda della finalità del prodotto, ad esempio: aloe vera, curcumina, antiossidanti, prebiotici e molti altri ancora.

Additivi nutrizionali

Sono le vitamine e i sali minerali che vengono aggiunti al prodotto per rendere il pasto completo e bilanciato.

Additivi tecnologici

Aiutano a conservare l’alimento oppure ne facilitano la lavorazione e sono:

Conservanti: rallentano il deterioramento del prodotto. Di origine sintetica: da E200 a E299.

Antiossidanti: prevengono il processo di ossidazione del prodotto. Di origine naturale: vitamina E, vitamina C, acido citrico, olio di rosmarino. Di origine sintetica: da E300 a E322, i più usati (anche per il consumo umano) sono l’E321 o BHT e l’E320 o BHA, mantengono anche la freschezza degli aromi. Sono soggetti a limitazioni quantitative perché potenzialmente cancerogeni.

Addensanti: aumentano la viscosità degli ingredienti. Di origine naturale: carragenina o E407, gomma di guar o E412, agar agar o E406. Di origine sintetica: polifosfati E450, E451 e E452.

Emulsionanti: permettono la miscelazione omogenea tra acqua e sostanze oleose. Ad esempio: Lecitina o E322 e tutte le sigle da E400 a E499.

Stabilizzanti: mantengono inalterata la consistenza del prodotto, ad esempio non permettendo l’evaporazione dell’acqua. Fanno parte dell’elenco di sigle da E400 a E499.

Additivi organolettici

Migliorano le caratteristiche sensoriali dell’alimento e sono:

Coloranti: da E100 a E119, stimolano di più l’occhio del proprietario piuttosto che dell’animale.

Esaltatori di sapidità: il più conosciuto è il glutammato monosodico (usato anche per uso umano, es. nei dadi da brodo), è potenzialmente cancerogeno.

Aromatizzanti: danno specifici odori e sapori al prodotto. Possono essere sia di origina naturale che sintetica.

Additivi zootecnici

Sono promotori della digestione e dell’assorbimento, sono: i prebiotici (FOS e MOS) e i probiotici (fermenti lattici).

Non è obbligatorio dichiarare:

Umidità

Nel cibo secco varia dal 5% al 14%, quando non è specificata si considera 8%. Nel cibo umido va dal 70% al 90%. Un gatto che viene alimentato solamente con cibo secco avrà bisogno di assumere più acqua rispetto ad un gatto con dieta umida o mista.

Carboidrati

È sempre più in voga la tendenza a valutare la qualità del cibo secco in base al contenuto di carboidrati; in genere si pensa che maggiore sia la percentuale di carboidrati contenuti, minore sia la qualità del prodotto. Cerchiamo di spiegare meglio questo concetto e capire perché non è sempre così.

La proporzione di carboidrati contenuti nell’alimento viene calcolata con la seguente formula:

100% – (proteine% + grassi% + fibra% + ceneri% + umidità%) = carboidrati%

Ciò significa che la percentuale di carboidrati dipenda da 5 variabili (proteine%, grassi%, fibra%, ceneri% e umidità%); ne consegue che può diminuire aumentando la percentuale delle altre variabili.

Quindi per poter dichiarare una minor percentuale di carboidrati e conferire apparentemente una miglior qualità all’alimento, alcuni produttori di cibo aumentano la percentuale di grassi e umidità. Questo è solamente un espediente commerciale che però gioca a sfavore della qualità del prodotto.

Possiamo quindi affermare che, utilizzare il contenuto di carboidrati di un alimento per stabilirne la qualità non è sempre un metodo efficace. Meglio considerare invece la qualità dei singoli elementi.

Tabelle nutrizionali

In etichetta vengono riportate le tabelle nutrizionali che descrivono la quantità giornaliera di cibo consigliata da somministrare al gatto. La quantità di cibo è in genere espressa in grammi e viene calcolata in base al peso del gatto. In alcuni casi viene anche specificata la condizione fisica del gatto: magro, normopeso, sovrappeso.

La quantità di cibo da somministrare giornalmente varia in base al contenuto energetico del prodotto. Il peso ideale del gatto varia a seconda della razza e della struttura corporea.

La tabella è solo a scopo esemplificativo.